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venerdì 30 dicembre 2016

RECENSIONE | UTENSILI SPARSI | Mary Blindflowers & Fremmy DaFunk










Titolo: UTENSILI SPARSI
Autore:  Mary blindflowers & Fremmy DaFunk
Editore: Nettarg Editore

Collana: Il giardino della poesia
Prezzo:  €.11,80 cartaceo (rilegato)
Pagine: 154
Genere: Poesia

Data Pubblicazione:  Gennaio 2016
ISBN: 978-88-941169-7-7
Valutazione: 3,5 su 5










Utensili Sparsi, pubblicazione curata da Nettarg Editore è “una silloge dedicata a tutti quelli che non troveranno la strada di casa, perché la strada non c’è, e non troveranno pace, perché pace non c’è, ma rimarranno vivi dopo il temporale, anche dopo essersi fatti male”. Così recita una parte della sinossi sul libro presa dal web. Oserei chiamarla poesia bellica quella di Mary e Fremmy, due nomi si, per una raccolta che contiene i versi di due autori differenti “Utensili sparsi(Mary) & Note Annegate(Fremmy)” un’accoppiata vincente? Non lo so, so solo che i poeti raramente vincono, partono sempre sconfitti cantava qualcuno. Sono versi che scavano, che s’inabissano nell’animo umano, verso un bivio di redenzione e dannazione: Rara follia/fortuna che ci sei./Utensili sparsi /nell’ordinaria crudità del giorno/camminano,/oggetti senz’anima e corpo,/in disistima del mondo bruto/nelle trame di sfuocate/letargie antidubbio.



Recensione


La prima volta che ho detto a qualcuno che amavo molto leggere e scrivere poesie mi ha dato una pacca sulla spalla e mi ha fatto gli auguri, quasi come se stessi andando ad affrontare qualcosa di tremendo. Erano gli anni novanta ancora i flussi della scrittura non si rigettavano sui social, ero giovane, non capivo la disciplina e l’impegno del fare poesia. Mentre oggi, alla luce di molte letture e studi approfonditi, ho constatato e  toccato con mano cosa significa legarsi ad essa e farsi strada in questo sentiero arduo, che nulla regala, ma tutto porta via. Tempo, salute, spazio. Oggi stiamo vivendo un piccolo periodo d’oro, dove sono davvero tante le persone che si cimentano in quest’arte e cercano di smuovere le acque nel panorama letterario.
Una di queste è proprio Mary Blindflowers, un’autrice di origini sarde che usa uno pseudonimo per firmare le sue opere. Sono davvero tante le sue pubblicazioni e spaziano per temi e stili, andando dalle analisi di testo di antichi manoscritti fino ai romanzi, e per  l’appunto alla poesia.
Nei testi presenti in questo libro “Utensili sparsiMary sembra quasi non badare solo al contenuto, alle parole, ma traccia sul foglio delle impronte efficienti, la poesia assume un corpo, una forma esplicita. Alcuni testi sono stati impaginati  (forse sarà solo frutto della mia fantasia) in un modo che sembrino formare delle sagome umane, vasi, catene a forma di stelle, così da creare una vera innovazione nel campo dei versi.

Dietro la lampo c’è un campo
di notti vissute come fogli,
accartocciati
nello spreco delle ore,
dietro la lampo un sorriso
ammaliante,
e sogni dispersi
in cui trinciare le dita,
c’è la schiena nuda come l’altare di un tempio
c’è il non esempio del corpo,
la meta che resta
brutale
nella resa opaca delle tue braccia
che filtrano il sole come carene
nell’indifferenza dell’occhio
contro il sogno senz’amore che viene.

Dietro la lampo -  Mary Blindflowers da Utensili Sparsi

La parola “corpo” è una chiave che apre al testo in questo caso, emerge nel ritmo oscillante e secco, il tema del sogno su uno sfondo quasi di fiaba. Molte delle poesie di questa raccolta variano nella struttura e nello stile e vengono percepite dal lettore quasi come un esperimento, un gioco abile dell’autrice che ha grandi qualità nel creare questa atmosfera quasi esoterica del verso.   
“I poeti sono i miei fratelli,/sono quelli che/mentre gli altri corrono,/si fermano/ad appoggiare l’orecchio/sulla ferita aperta/del giorno e della notte,/in silenzio” l’atmosfera di questa raccolta è quella tipica dei poeti crepuscolari, e questo mi fa pensare a Palazzeschi, Govoni, il riferimento alla morte, al dolore e perché no ai mendicanti e vagabondi come cita proprio il testo di una delle poesie “Clochard”, dove viene messa in evidenza una condizione di malinconia, di abbandono che accomuna il poeta alla sorte degli oggetti più trascurati, alla gente ai margini:  “Clochard./Stasera ho sete./Spero che piova.
Ma in questa raccolta assistiamo anche all’esordio in poesia di Fremmy la voce maschile di questo libro diviso in due parti, che con “Note annegate” incide sulla carta stampata i suoi versi. Lo fa dopo una nota dell’autrice Mary Blindflowers che introduce i suoi scritti e sembra conoscere molto bene oltre alla sua scrittura, anche l’intento di questa nuova voce: “Una riflessione meditata sulla condizione umana, da leggere e rileggere, per trovare ad ogni rilettura nuovi simboli, significati e polisemanticità conscie ed inconscie in un gioco di incastri.”


Stridulo traboccare di note annegate,
corridoio marcio di lugubre torpore
un accenno di luce non si può.
Passi e porte, notturne, ancestrali
mi hanno immerso in musiche opulente,
un rischio da correggere ad arte,
immolarsi per il terrore del vuoto
disegnato sul muschio dietro la pittura.
Lacrime disseminate di sudore, agrodolci,
gesticolano sotto una botola scoperta,
un tetto ed una scia da colmare in altezza,
vestiti e contenitori fremono nello stantio,
ricurvo palcoscenico di me stesso senza me.

Una botolaFremmy da Note annegate

È una lirica molto diversa da quella che abbiamo appena preso in considerazione, con questo suo primo componimento apre la sua silloge, e malgrado possa sembrare abbastanza semplice in fatto di struttura credo che abbia un senso originale nella scelta dei termini e delle tematiche. Si allontana immancabilmente dal simbolismo decadente, dalla concezione umanistica classica legata all'autrice precedente, ma resta nei dintorni, secondo un mio modesto parere, la sua lirica si avvicina di più alle avanguardie(la vita come un palcoscenico), ad una visione futuristica del senso poetico.
“L'ordine del disambiguo/annega i sensi al pudore infimo/dell'incantesimo sfatato di genesi/mi hai dato il/sospiro ultimo all'attimo/gemito di rancore sparso nel cuore/l'ho depennato…” sono versi che scuotono, sono semplici ma diretti, creano delle immagini nitide senza perdersi negli orpelli dei vocaboli.  Quella di Fremmy è una poesia giovane, e la sua età (classe 83) ci fa ben pensare ad una potenziale crescita della sua vena artistica.
Ho trovato questo libro di poesie, molto interessante, libero da forme melense e da falsi propositi.   “Uomini come utensili sparsi sul brodo arido del mondo, esseri che si agitano in atmosfere realisticamente surreali, realtà anacronistiche…” proprio com’è spiegato in questa breve nota, questa pubblicazione ha un fascino tutto suo, e va assaporata lentamente, sorseggiata quasi. Credo che sia un ottimo libro per passare una buona serata in compagnia della buona poesia.  

Approfondimento

Mary Blindflowers è nata a Sassari il 28 giugno 1972, laureata in materie letterarie (110/110 e lode), specializzata in criminologia clinica e psicopatologia forense. È esperta di libri antichi e moderni e vive attualmente a Londra. Ha all’attivo parecchie pubblicazioni con diversi Editori, che spaziano attraverso diversi generi: citiamo Picacismo simbolico (Saggistica demonologica), Ichnussa, il piede di Dio (saggistica), Fiori ciechi (romanzo breve), Mister Yod non può morire (teatro), Lo strazio e Incroci di rosari 108 (poesia). 
È considerata l’alfiere del movimento letterario detto Destrutturalismo, le cui idee diffonde servendosi del blog controcomunebuonsenso.blogspot.co.uk.

Fremmy è nato a Napoli nel 1983 e vive in Gran Bretagna dal 2007. Ha lavorato in Italia come pubblicista presso il quotidiano “Otto Pagine – La Voce dell’Irpinia” di Avellino. In Gran Bretagna si è dedicato all’arte della cucina come Commis Chef e Chef de Rang per “Novotel King’s Cross St. Pancras” di Londra e poi come WebDesigner e Graphic Developer in Freelance per “LuzDesign” nella City di Londra e “DesignProject” a Leeds per poi tornare all’arte culinaria facendo il Caterer e Distributore di Prodotti Tipici Italiani nell’East End di Londra presso i mercati di “Hackney Ridley Road”, “Southwark East Street”, “Deptford Bridge Greenwich Wandsworth” e più recente “Walthamstow High Street”. Ha anche lavorato per la National Trust e collabora con il blog controcomunebuonsenso.blogspot.co.uk. di recente ha esordito per Nettarg Editore anche come coautore  di un libro particolare “Cucina di rabbia e poesia”ricette di polemicucina.



Fabrizio Raccis



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