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domenica 28 ottobre 2012

La Valduga che stuprò Leopardi


E da tempo oramai che impervia nel web, in particolar modo su Youtube un video dal titolo "Leopardi non è un poeta". Una breve riflessione di Patrizia Valduga in occasione del premio Arca Cna al teatro accademico di Castelfranco Veneto, una donna che grazie alla sua famosa relazione con il poeta, critico letterario Giovanni Ramboni ha fatto "strada" nei salotti letterari poetici contemporanei. La sua poesia è stata recensita, alimentata e diciamolo pure, spinta a suon di calci nel didietro nei panorami letterari dai migliori amici o conoscenti del caro defunto "Giovanni Ramboni".

Patrizia Valduga
Una vera è propria caduta di stile, una gaffe magistrale quella della pseudo poetessa Valduga che dal basso dei suoi poemetti erotici definisce uno dei più grandi poeti della storia il celebre Giacomo Leopardi "Un gobbo di un metro e quaranta, che mangiava solo gelato..non un grande poeta, ma al massimo un semplice scrittore o un filosofo.." Proprio lei poi, citando L'infinito, definisce uno dei canti più riusciti del grande Leopardi, una delle liriche fondamentali scritta guarda caso negli anni della sua gioventù; dei versi troppo "meccanici" e "privi di alcuna emozione" . Inoltre nella fase finale del video definisce il nostro caro beneamato "poeta" malevolo e ingiusto. Ho voluto raccogliere solo alcune delle frasi di questo episodio lugubre, che ci da modo di capire in effetti, chi sono i rappresentanti contemporanei della poesia oggi. Inoltre questo episodio mette in risalto il fatto che nella maggior parte degli ambienti letterari contemporanei, nei concorsi letterari e nelle manifestazioni o eventi pubblici sia forte questa omertà, questa mafia letteraria che continua ad espandersi a macchia d'olio, portando avanti sempre e comunque dei personaggi, o degli elementi a dir poco sconvenienti, che continuano a riempire le librerie di veri e propri abomini. Oggi scrivere bene, scrivere dei bei romanzi o delle bellissime poesie non basta! Oggi neppure Leopardi con una delle sue più straordinarie liriche sarebbe stato  promosso nei panorami accademici  della poesia contemporanea
 Oggi signori miei, il segreto per avere successo nel mondo editoriale, magari proprio in un ambiente poco appetibile come potrebbe essere la poesia, c'è lo potrebbe spiegare lei, la Valduga, che è riuscita con i suoi scritti purulenti, saturi di idealismi osceni e altamente pornografici a pubblicare con alcune delle più celebri case editoriali come L'Enaudi o Guanda. La sua opera costituita da un linguaggio, un lessico scarno e osceno, che sfocia in espressioni a dir poco ridicole e imbarazzanti: 

"Non muoverti. Sta' ferma. Ho detto; ferma!
Che senta la tua fica fino in fondo
Bocciolo mio, ti innaffierò di sperm
a
Finché avrà fine il tempo e fine il mondo".

"Quartina 2" di Patrizia Valduga

E' veramente disarmante andare ad un evento letterario e trovarsi innanzi una povera, anziana donna (Pazza?!) che esprime questo genere di giudizi su uno dei padri della poesia d'autore, lei che esclamando:è una vita ch e leggo la poesia!” Riempe quei poveri fogli bianchi indifesi, con frasi “poetiche” del tipo:“Quattro colpi di cazzo e ho da godere?". 

E' ora di dire basta a questo grottesco stupro della poesia, o in questo caso di Leopardi stesso. Che in una maniera del tutto priva di stile viene infangato gratuitamente, e con lui tutto il classicismo, il romanticismo, e L'esistenzialismo a venire. Sarebbe opportuno declassare gli eventi che vedono protagonisti personaggi di questo calibro, che fanno delle loro blasfeme apparizioni un biglietto da visita poetico raccapricciante.