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RACCONTI EBOOK FREE

venerdì 1 dicembre 2017

I racconti del Mistero e del Grottesco in tutte le librerie | Novità

Cari amici e lettori, finalmente in stampa la mia prima plaquette di racconti ispirati alle tematiche che mi hanno sempre affascinato fin da bambino. I Racconti del Mistero e del Grottesco sono reperibili su tutti gli store online e le librerie, ma soprattutto sul sito di Eretica Edizioni con un grande sconto personale. Dopo 7 pubblicazioni che spaziano dalla poesia ai racconti singoli per me questa è una nuova partenza, un modo di affrontare la narrativa più seriamente. Questo libro è importante per me perché frutto di un lavoro nato circa 10 anni fa, che poi è stato smussato, rivisto, perduto e infine riscritto. Ringrazio di cuore chi mi ha saputo dare suggerimenti, chi ha letto i racconti quando erano ancora degli "ibridi". Il libro sta per arrivare tra le tue mani a te lettore, come un dono, un viaggio Misterioso da affrontare nella mia città di Cagliari. 

SINOSSI:
Ispirandosi alle tematiche della letteratura americana, Raccis confeziona dei racconti dalle tinte cupe su poeti pazzi, corvi, gatti neri e misteriosi omicidi, non risparmiando una certa dose di grottesco su varie vicende legate alla vita cittadina di Cagliari. Delitti che forse non sono ciò che sembrano a prima vista e l'ambientazione nel quartiere storico di Castello, a Cagliari, completano il quadro di una narrativa che è non solo riflessione sul destino e sul rapporto tra arte e pazzia, ma anche un omaggio alla figura di Edgar Allan Poe.

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Eretica Edizioni:

Amazon:

Feltrinelli:

mercoledì 22 novembre 2017

NESSUNO È ABBASTANZA FELICE | Poesia



"C’è del buono in tutti noi ed io penso che potrei semplicemente amare le persone ancora di più. Così tanto che questo mi fa sentire ancor più fottutamente triste. Piccolo, triste, irriconoscente."
Kurt Cobain 




Nessuno è abbastanza felice
lo diceva Kurt, e io a ruota
ascoltavo grunge,
negli occhi avevo tutta la violenza
e tutte le paure di un adolescente.
Oggi sono un uomo che lotta
contro la realtà delle cose,
l’affitto, le bollette, la famiglia
il lavoro,
se oggi non avessi più nulla
per continuare ad andare avanti
brucerei ogni traccia di me
senza pensarci.
Ho dentro la testa un carillon
suona una melodia nostalgica,
il ricordo di me stesso
senza responsabilità,
nudo e puro come un bambino
cullato dai suoi sogni.
Mi guardo allo specchio
e non mi riconosco,
sono l’involucro svuotato
di un crostaceo, ma penso
che nessuno è abbastanza felice
e mi rammarico per tutto quello

che ho attorno. 


Fabrizio Raccis




domenica 4 giugno 2017

Aquila di sangue | Poesia



Tagliate l’aquila di sangue
lasciate che la sofferenza
torni a me,
quale migliore supplizio
per lavare i propri peccati?
Un paio di ali insanguinate
per volare oltre questo mondo,
oltre il buio delle cose.
Lo Skáld norreno
ha scritto di noi secoli fa,
gli hanno separato le coste
dalla spina dorsale
come a Re Ælle
hanno spruzzato del sale
sulle sue ferite,
hanno incenerito le sue ossa,
le sue parole
sono tornate con la pioggia
e con la spada affilata del tradimento.
Tagliate l’aquila di sangue
che Re Ragnar separi i muscoli
della mia schiena,
non un solo gemito sfugga
dalla mia bocca,
che venga menzionato il mio nome
nelle saghe norrene,
tremino i nemici di Odino,
e ballino senza sosta

le valchirie, SKAL.



Fabrizio Raccis © inedito - 2017

L'aquila di sangue è stato un metodo di tortura e di esecuzione che è a volte menzionato nelle saghe norrene. Consisteva nel separare le coste della vittima dalla spina dorsale, rompendole in modo tale da farle assomigliare ad un paio di ali insanguinate, ed estrarre i polmoni dalla cassa toracica, per poi adagiarli sulle spalle in modo che ricadessero sul petto. Del sale era spruzzato sulle ferite.[senza fonte] Vittime di questo metodo di esecuzione sono menzionate nella poesia scaldica e nelle saghe norrene, e si ritiene che anche il Re Ælle II di NorthumbriaHalfdan figlio del Re Haraldr Hárfagri di Norvegia, Re Edmondo, Re Maelgualai di Munster, e forse l'arcivescovo Ælfheah abbiano subito questa tortura.
L'atto di effettuare questo supplizio è descritto come "tagliare l'aquila di sangue".
fonte: Wikipedia

sabato 13 maggio 2017

OCCHI | Poesia



Ci sono occhi che ti strappano
dal presente,
momenti che ti rubano via
il sussurro consenziente.
E ti danni il cuore a seguire
la coda acuminata
della tua chimera,
puoi bruciarti la giovinezza
rincorrendo i sogni.
Ti hanno rubato tutto
i cultori dell’afflitto,
ma nessuno può nuocerti
se hai amato
senza chiedere nulla
in cambio.
 L’amore è una ladreria,  
i ladri sono i più fortunati
a vivere di rendita
con il minimo sforzo.
Ci sono occhi che ti confondono
e ti fregano,
ti rubano il necessario

per mandarti l’anima in delirio.


testo: Fabrizio Raccis - inedito - 2017
immagine: Miles Johnston

mercoledì 4 gennaio 2017

NON È UN PAESE PER SCRITTORI

Gli scrittori italiani? Scrivono solo roba da serie B!” 

esordisce così L. Mascheroni  inviato de “Il Giornale” su un articolo che va in affondo sull'argomento, mettendo in luce i lati oscuri delle miriadi di pagine che tutti gli anni vengono stampate e pubblicate in Italia. 
Nasce spontaneo il paragone tra i grandi del passato del ‘900 come Svevo, Landolfi, o Soldati…e molti altri, che davanti a nomi come Volo, Carofiglio, Ferrante, Malvaldi, diventano dei colossi insormontabili, a testimonianza di un mondo letterario in continuo declino. 
Come spiegare tutto questo? Perché oggi ci dobbiamo accontentare dei libri di Moccia, e se vogliamo assaporare un vero capolavoro dobbiamo per forza prendere tra le mani un libro di uno scrittore straniero, magari un americano/a?    
Forse parecchio tempo fa abbiamo assistito ad un prodotto letterario “Bio”, una letteratura biologica italiana che via, via ha perso lo smalto, la forza di incidere a livello mondiale le passioni più comuni, quelle che i grandi classici hanno portato al cospetto di tutti i lettori con una semplicità unica nel suo genere. 
Abbiamo avuto Pasolini, Calvino, Ungaretti, Montale, Zanzotto, ma oggi ci rendiamo conto che nonostante una produzione letteraria da record(basta fare un giro sui social più cliccati di sempre) il livello degli autori esordienti che pubblicano con i grandi marchi editoriali è davvero molto basso.
La vena letteraria italiana ha subito un regresso? O forse tutte queste “nuove penne” hanno portato al sopravvento di una “letteratura di consumo e intrattenimento” la stessa che viene riversata tutti gli anni nei cinema italiani? Troppi dubbi, e troppe domande senza risposta. 
Ho letto diverse cose interessanti di recente come un saggio di Gianluigi Simonetti dal titolo “Declino e fine della letteratura” dove lo stesso autore per quanto riguarda la poesia e l’editoria afferma:
    “Se nella narrativa l’editoria rischia un eccesso di presenza, in poesia il rischio è opposto: ci sono pochissime grandi collane e una galassia sterminata di editoria piccola o piccolissima. Con un collasso di credibilità, poi. Dal mio punto di vista non c’è nessun parametro per cui la grande casa editrice pubblica un grande poeta e la piccola ne pubblichi uno modesto, come non c’è nessuna garanzia del contrario.
Il problema è che mentre è relativamente facile per un poeta accedere alla piccola o piccolissima editoria poetica, è quasi impossibile accedere alla grande, per la semplice ragione che ci sono tre o quattro grandi editori, che pubblicano un paio di titoli all’anno o poco più tra italiani e stranieri. Quindi semplicemente c’è una lista di attesa decennale. Nella piccola editoria si sarà pubblicati ma difficilmente si sarà letti – senza dimenticare che è possibile accedere alla grande e non essere letti ugualmente
Il problema è che mentre è relativamente facile per un poeta accedere alla piccola o piccolissima editoria poetica, è quasi impossibile accedere alla grande, per la semplice ragione che ci sono tre o quattro grandi editori, che pubblicano un paio di titoli all’anno o poco più tra italiani e stranieri. Quindi semplicemente c’è una lista di attesa decennale. Nella piccola editoria si sarà pubblicati ma difficilmente si sarà letti – senza dimenticare che è possibile accedere alla grande e non essere letti ugualmente

Un bivio terrificante, dove il risultato sembra sterile per tutte e due le direzioni. Mi viene naturale chiedermi Chi ci salverà da questo declino letterario? Lo scopriremo soltanto leggendo!